State programmando le vostre vacanze? Siete in partenza per New York? Allora non potete perdervi la mostra di primavera che il MET ha voluto dedicare ad un’artista della moda Rei Kawakubo, fondatrice della maison giapponese Comme des Garçons e che rimarrà aperta sino al 4 settembre 2017.
Era dal 1983 con la retrospettiva dedicata allo stilista che stava rivoluzionando il costume di quegli anni, Yves Saint-Laurent, che il Met-Metropolitan Museum of Art  non dedicava una mostra monografica ad un designer. Ora è stata dedicata a Rei Kawakubo che, sempre alla ricerca del “newness”, ha creato cose mai fatte prima, fino quasi a spingersi oltre i confini dell’estetica.

Inaugurata il primo maggio scorso con il Met Gala, l’evento glam della stagione che richiama celebrities planetarie, Rihanna, Anna Vreeland e Stella Tennant e altre hanno sfilato sul Red Carpet con i look della stilista giapponese.
La mostra si intitola “Art of the In-Between” ed è stata curata da Andrew Bolton, che ha seguito anche la stesura del libro-album che la accompagna: 205 scatti realizzati dai grandi della fotografia tra i quali Paolo Roversi, Kazumi Kurigami e Craig McDean.
La mostra ha un percorso espositivo di 150 abiti realizzati nei 40 anni di attività della maison, dai primi anni Ottanta fino ad oggi, suddiviso in otto stanze a tema che si intitolano: Fashion/Anti-Fashion, Design/Not Design, Model/Multiple, Then/Now, High/Low, Self/Other, Object/Subject e Clothes/Not Clothes…temi ricorrenti nel lavoro di Rei Kawakubo.

Gli abiti Comme des Garçons, esposti su manichini sartoriali e spesso completi delle parrucche originali con cui hanno sfilato, sono scultorei, visionari, radicali, sono creazioni che hanno una traccia rivoluzionaria nel mondo della moda, spesso al limite del comune senso estetico.
Guardando le sue creazionio possiamo dire che Rei Kawakubo sa muoversi con intelligenza tra arte e moda, creando un universo tutto suo, unico e davvero speciale.
Le sue creazioni sono spesso austere, con tagli asimmetrici, realizzate solitamente in nero, grigio, bianco o rosso, senza mai fronzoli e accessori superflui.

Che questo gusto piaccia o non piaccia, è indiscutibile il valore del lavoro di questa stilista, una vera rivoluzionaria della moda.
Ultimamente il termine “Artista” viene usato spesso, anche a sproposito, ma credo che per la designer di Comme des Garçons non sia sprecato, anzi calzi a pennello.
Vi lascio con alcune foto della retrospettiva, vi aspetto per un commento.
Baci baci Gina.

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