forse non vi avevo mai parlato della mia passione per il Vintage,
anche perchè è recente (…d’altronde non mancava che questa!!!…povero maritino mio!!!)

mi sono imbattuta qualche tempo fa in un mercatino in piazza a Carpi :
era da un po’ che cercavo un bracciale particolare,
ma non avevo ancora trovato nulla : tante bancarelle con oggetti simili,
spesso cianfrusaglie più che veri oggetti vintage.

avevo già notato questo banco perchè aveva oggetti diversi dagli altri,
e quella domenica aveva cose per me davvero speciali.
così mi sono portata a casa una parure bracciale ed orecchini
in materiale leggero, bianco, montanto su metallo dorato,  
perfetto per la prossima estate,
un bracciale di cui mi sono innamorata subito per la sua originalità :
tanti “piattini” in materiale leggerissimo che sembra porcellana,
uniti insieme da catenelle dorate.

e poi il pezzo forte del bottino : un bracciale Trifari.
quando la signora me ne ha parlato, sono caduta dalle nubi,
in quanto non avevo mai sentito parlare di questo nome.
il bracciale mi aveva conquistata al di là di questo e
così, una volta arrivata a casa, mi sono documentata
e posso dirvi che ho fatto davvero un affare :
Trifari è stato un creatore di bijoux già dal 1925,
anni in cui c’era carenza di metalli preziosi ma non di creatività.
il signor Trifari, arrivato a New York da Napoli, con le sue gioie
incantò le signore americane con crezioni di gioielli a prezzi abbordabili,
che brillavano sugli abiti delle attrici così come su quelli delle segretarie.
per i collezionisti di jewellery sono oggetti ritenuti un vero must have.
controllando le indicazioni, ho scoperto che il mio bracciale risale
alla produzione dal 1955 al 1960 : per il tipo di scritta
e perchè compare la C simbolo del copyright…

….sperando di non avervi annoiato,
continuo ad immaginare a quale polso sia mai stato il mio bracciale,
a quali feste, party o galà abbia partecipato….
…il bello di questi oggetti è anche il mistero, i segreti che possono racchiudere,
non credete ? baci baci Gi.

Per
i collezionisti di costume jewellery è un must have, il frutto di
pazienti e minuziose ricerche nei negozi di accessori vintage d’alto
livello, nei mercatini antiquari di Boston e New York oppure dagli
specialisti come Bersia o Deanna Farneti Cera a Milano. Il tesoro in questione è un bijoux firmato Trifari, nome storico diventato famoso negli anni belllici privi di materia prima preziosa ma non di creatività.

La storia del marchio inizia con l’arrivo di Gustavo Trifari a Ellis Island da Napoli,
dove si era imbarcato nell’inverno del 1904. E prosegue con l’avvio di
una collezione di gioielli in materiali alternativi che subito
conquistarono il cuore delle americane affamate di decori a prezzi
accessibili. Attraenti e fantasiose creazioni Trifari,
realizzate in materiali poveri come leghe di metalli, finte gemme di
colore, cristalli e perline, brillavano al collo o sugli abiti delle
attrici ma anche delle centraliniste e delle segretarie.

Il loro vero e grande pregio era rappresentato dal design e dalla
lavorazione di ogni singolo pezzo, di altissimo valore artigianale;
d’altra parte creatori di autentici gioielli come Alfred Philippe,
ex-designer di Van Cleef & Arpels e di Cartier, si dedicarono dagli anni 30 ai 60 a Trifari, garantendone la qualità e un’estetica unica.

Se oggi un pezzo unico è quasi introvabile, e costoso quanto un
gioiello vero, è più facile individuare qualche articolo dei modelli in
serie caratteristici della produzione Trifari come fiori, bandiere,
alberi di natale e bouquet floreali. Patrizia Sandretto Re
Rebaudengo, una delle più appassionate e competenti collezioniste di
costume jewelry, ha esposto recentemente a Palazzo Madama a Torino una
parte della sua copiosa raccolta, con bijoux Trifari di raro pregio
. Pezzi spettacolari, usati spesso anche nel mondo del cinema.
– See more at: http://www.vogue.it/vogue-gioiello/designer/2011/05/trifari#sthash.M0vp1uLs.dpuf

Per
i collezionisti di costume jewellery è un must have, il frutto di
pazienti e minuziose ricerche nei negozi di accessori vintage d’alto
livello, nei mercatini antiquari di Boston e New York oppure dagli
specialisti come Bersia o Deanna Farneti Cera a Milano. Il tesoro in questione è un bijoux firmato Trifari, nome storico diventato famoso negli anni belllici privi di materia prima preziosa ma non di creatività.

La storia del marchio inizia con l’arrivo di Gustavo Trifari a Ellis Island da Napoli,
dove si era imbarcato nell’inverno del 1904. E prosegue con l’avvio di
una collezione di gioielli in materiali alternativi che subito
conquistarono il cuore delle americane affamate di decori a prezzi
accessibili. Attraenti e fantasiose creazioni Trifari,
realizzate in materiali poveri come leghe di metalli, finte gemme di
colore, cristalli e perline, brillavano al collo o sugli abiti delle
attrici ma anche delle centraliniste e delle segretarie.

Il loro vero e grande pregio era rappresentato dal design e dalla
lavorazione di ogni singolo pezzo, di altissimo valore artigianale;
d’altra parte creatori di autentici gioielli come Alfred Philippe,
ex-designer di Van Cleef & Arpels e di Cartier, si dedicarono dagli anni 30 ai 60 a Trifari, garantendone la qualità e un’estetica unica.

Se oggi un pezzo unico è quasi introvabile, e costoso quanto un
gioiello vero, è più facile individuare qualche articolo dei modelli in
serie caratteristici della produzione Trifari come fiori, bandiere,
alberi di natale e bouquet floreali. Patrizia Sandretto Re
Rebaudengo, una delle più appassionate e competenti collezioniste di
costume jewelry, ha esposto recentemente a Palazzo Madama a Torino una
parte della sua copiosa raccolta, con bijoux Trifari di raro pregio
. Pezzi spettacolari, usati spesso anche nel mondo del cinema.
– See more at: http://www.vogue.it/vogue-gioiello/designer/2011/05/trifari#sthash.M0vp1uLs.dpuf

Per
i collezionisti di costume jewellery è un must have, il frutto di
pazienti e minuziose ricerche nei negozi di accessori vintage d’alto
livello, nei mercatini antiquari di Boston e New York oppure dagli
specialisti come Bersia o Deanna Farneti Cera a Milano. Il tesoro in questione è un bijoux firmato Trifari, nome storico diventato famoso negli anni belllici privi di materia prima preziosa ma non di creatività.

La storia del marchio inizia con l’arrivo di Gustavo Trifari a Ellis Island da Napoli,
dove si era imbarcato nell’inverno del 1904. E prosegue con l’avvio di
una collezione di gioielli in materiali alternativi che subito
conquistarono il cuore delle americane affamate di decori a prezzi
accessibili. Attraenti e fantasiose creazioni Trifari,
realizzate in materiali poveri come leghe di metalli, finte gemme di
colore, cristalli e perline, brillavano al collo o sugli abiti delle
attrici ma anche delle centraliniste e delle segretarie.

Il loro vero e grande pregio era rappresentato dal design e dalla
lavorazione di ogni singolo pezzo, di altissimo valore artigianale;
d’altra parte creatori di autentici gioielli come Alfred Philippe,
ex-designer di Van Cleef & Arpels e di Cartier, si dedicarono dagli anni 30 ai 60 a Trifari, garantendone la qualità e un’estetica unica.

Se oggi un pezzo unico è quasi introvabile, e costoso quanto un
gioiello vero, è più facile individuare qualche articolo dei modelli in
serie caratteristici della produzione Trifari come fiori, bandiere,
alberi di natale e bouquet floreali. Patrizia Sandretto Re
Rebaudengo, una delle più appassionate e competenti collezioniste di
costume jewelry, ha esposto recentemente a Palazzo Madama a Torino una
parte della sua copiosa raccolta, con bijoux Trifari di raro pregio
. Pezzi spettacolari, usati spesso anche nel mondo del cinema.
– See more at: http://www.vogue.it/vogue-gioiello/designer/2011/05/trifari#sthash.M0vp1uLs.dpuf

 



jewellery : Trifari vintage + Vintage no brand
photo by Gi.
Author

Blogger, Image Consultant, Fashion Stylist. Creativa, allegra ed ottimista, amo la mia famiglia e adoro la compagnia. Vivo di Moda da sempre.

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